Come accedere in ospedale e nelle strutture sanitarie

(ultimo aggiornamento: 29 dicembre 2021)

Nuove modalità per visitatori e accompagnatori dal 30 dicembre 2021

In seguito al costante aumento dei casi di positività a infezione da SARS-CoV-2, al fine di garantire la sicurezza delle persone ricoverate e del personale, la Direzione sanitaria dell’Azienda Usl di Piacenza ha disposto alcuni cambiamenti organizzativi che entreranno in vigore a partire da domani, 30 dicembre.
In particolare, non è più consentito l’accesso di visitatori e accompagnatori in ospedale e negli ambulatoriali territoriali.
Rimane possibile accompagnare pazienti minori o persone con disabilità fisica e deterioramento cognitivo che necessitano di assistenza. Sono invariate le modalità di accesso per i visitatori in Pediatria e Ostetricia.
Non subiscono modifiche, infine, le regole per gli accompagnatori alla Sala parto, al Pronto soccorso generale, al Pronto soccorso e Osservazione breve intensiva (OBI) pediatrici.

Check point di accesso agli ospedali e alle altre strutture dell’Azienda sanitaria

Chi entra deve transitare attraverso i check point aziendali prima di accedere a qualsiasi reparto o servizio. In questi punti il personale presente misura la temperatura e verifica la validità della Certificazione Verde (solo per gli eventuali accompagnatori di minori o disabili).

Dopo la verifica dei requisiti, il personale dei check-point fornisce a tutti coloro che vi si presentano il modulo di autodichiarazione per l’accesso in ospedale che dovrà essere compilato e consegnato all’arrivo in reparto.

Ogni visitatore o accompagnatore deve indossare la mascherina chirurgica, eseguire il lavaggio delle mani con gel idroalcolico e mantenersi a distanza di almeno 1 metro dalle altre persone presenti.

Per i pazienti che accedono ai servizi non serve la certificazione ma soltanto la compilazione del relativo modulo di autodichiarazione per l’accesso in ospedale.

In Pediatria ammesso un solo accompagnatore

In Pediatria è consentita la presenza H24 di un solo genitore o persona di riferimento per ciascun ricoverato. Il genitore o persona di riferimento dovrà eseguire un tampone al momento dell’ingresso in reparto e compilare un questionario per la valutazione dei criteri clinici ed epidemiologici.
In Pediatria e Neonatologia sono state individuate stanze dedicate ai pazienti positivi o con sospetto Covid: anche in questo settore è ammessa la presenza di un unico genitore o persona di riferimento per l’assistenza al minore, cui sono forniti adeguati Dispositivi di protezione individuale (DPI) da indossare.
In caso di terminalità è prevista la presenza di entrambi i genitori.
In Patologia neonatale, è ammessa la presenza del padre o persona di riferimento, dopo aver fissato uno specifico appuntamento su richiesta telefonica. Alla persona, durante il passaggio al check-point nella saletta di attesa posta in prossimità dell’ingresso al reparto, sono forniti adeguati Dispositivi di protezione individuale (DPI) da indossare per l’accesso.

Garantito un accesso al giorno in Ostetricia per i neo papà

In Ostetricia è consentita la presenza del padre o di una persona di riferimento per la donna nelle ore diurne in un unico accesso giornaliero e per un massimo di un’ora nella fascia oraria tra le 16.30 e le 18.30, secondo le indicazioni del personale sanitario. Al visitatore sono forniti adeguati Dispositivi di protezione individuale (DPI) da indossare prima di accedere al reparto.
La stessa procedura si applica per i visitatori delle gravide ricoverate in degenza. È vietato l’ingresso a minori.
In caso di puerpera positiva, è consentita la presenza del padre o persona di riferimento (purché non in isolamento in quanto positivo) previa opportuna vestizione con gli adeguati Dispositivi di protezione individuale (DPI).

In Sala Parto consentita la presenza del padre

In Sala parto è consentita la presenza del padre o di una sola persona di riferimento (che non può essere cambiata) per tutta la durata del travaglio e del post-partum. L’accompagnatore dovrà eseguire un tampone al momento dell’ingresso in reparto, salvo casi di soggetti già vaccinati o guariti.
In caso di esito positivo, il papà o persona di riferimento non potrà più accedere alla struttura ospedaliera e sarà invitato a osservare isolamento fiduciario domiciliare fino a nuove istruzioni da parte dell’Igiene Pubblica. La donna potrà quindi scegliere di avere accanto un’altra figura. Al termine del parto e del post partum (le 2 ore successive), quando la puerpera entra in reparto, il papà è invitato a rientrare a casa per tornare il giorno successivo secondo le indicazioni sopra dettagliate.

In Pronto Soccorso non sono ammessi gli accompagnatori, se non per minori o disabili

In Pronto Soccorso non è consentito l’ingresso di familiari o accompagnatori, che possono quindi accedere e permanere nelle sale di attesa esterne, se muniti di certificazione verde.
Agli accompagnatori dei pazienti in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992) è sempre consentito prestare loro assistenza, previa compilazione dell’autodichiarazione per l’accesso in ospedale.

In Pronto Soccorso Pediatrico è consentito l’ingresso a un genitore

In Pronto Soccorso Pediatrico è consentito l’ingresso di un solo accompagnatore per ciascun minore. Per accedere al Pronto Soccorso Pediatrico occorre obbligatoriamente transitare nel pre-triage del presidio ospedaliero situato nel Pronto soccorso generale.
La permanenza in Osservazione breve e intensiva (OBI) da parte di un genitore o persona di riferimento è consentita per tutta la durata della degenza del minore.

Nessun accompagnatore per prestazioni ambulatoriali

Non è consentito accompagnare una persona che deve eseguire una prestazione ambulatoriale, con l’eccezione di casi selezionati e particolari: pazienti in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità, utenti minori, non autosufficienti o con disabilità fisica, psichica o cognitiva, nonché nell’eventualità di evidente barriera linguistica. Per questi accompagnatori non è necessario verificare il possesso di Green pass.

Accompagnatori e caregiver di utenti con disabilità

Nel caso si debba trattenere in Osservazione breve e intensiva (OBI) o ricoverare un utente con disabilità motoria, con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva o sensoriale, problematiche psichiatriche o comportamentali o soggetti non autosufficienti/fragili che necessitano un’assistenza continua, è consentito l’ingresso in reparto di un solo accompagnatore o caregiver (o più di uno, ma solo per casi rari di grave disabilità) per fornire l’assistenza non sanitaria h24 al paziente.
Per accedere al Pronto Soccorso occorre obbligatoriamente transitare nel pre-triage, dove saranno entrambi intervistati in merito a criteri epidemiologici e clinici. In base alla valutazione della “scheda di stratificazione del rischio Covid” verranno affidati al triage interno dove avverrà la presa in carico anche a livello informatico dall’infermiere di area. L’accompagnatore potrà continuare a seguire il paziente solo se l’esito della “scheda di stratificazione del rischio” di entrambi non sia sospetta per malattia di Covid-19.
In caso di ricovero, il paziente e il suo accompagnatore/caregiver dovranno eseguire il tampone molecolare, qualora non già in possesso di certificato vaccinale/comunicazione di fine isolamento.
Nel caso in cui il referto del tampone eseguito sull’accompagnatore risultasse positivo, l’utente sarà contattato dagli operatori dell’Igiene pubblica. Si precisa che è precluso l’accesso dell’accompagnatore con accertata positività o, nel caso sia riconosciuto come contatto stretto di positivo, qualora il paziente disabile risultasse positivo, in quanto l’accompagnatore dovrà rispettare la quarantena al domicilio.
In caso di ricovero, l’accompagnatore potrà accedere in reparto previa presentazione del relativo modulo di autodichiarazione.

Condividi questa pagina: